12 agosto 2026

Cosa si intende per tetto verde o tetto giardino?

il tetto verde o green-roof è una tipologia di copertura dove il manto tradizionale (tegole, lastre metalliche, scandole) viene sostituito da terra e vegetazione e dunque è una tipologia di tetto che prevede la messa a dimora di vegetazione sulla copertura dell’edificio, con lo scopo di migliorarne le prestazioni energetiche e favorire la riduzione dell’impatto ambientale dello stesso.

Il green-roof può essere realizzato sia su un tetto piano, che su un tetto inclinato fino a pendenze del 35% circa e i costi di realizzazione variano a seconda della tipologia di copertura scelta, della tecnologia utilizzata e delle specie che si vogliono piantare.

Un tetto verde rispetta tutte le prestazioni strutturali, meccaniche e termiche previste dalla norma ma aggiunge anche la capacità agronomica e drenante.

Vantaggi energetici ed ambientali dei tetti verdi o tetti giardino

Realizzare un tetto verde migliora le prestazioni termiche della copertura sia nella stagione invernale che in quella estiva, con un risparmio energetico favorito dallo strato isolante e da quello drenante di coltura. Una copertura verde, rispetto a una copertura tradizionale non inverdita, garantisce risparmi energetici, sia in estate che in inverno. Su una copertura a verde le temperature massime estive raggiungono i 25-30 gradi, contro i circa 80 di una copertura tradizionale.

 Il tetto verde è anche una soluzione per ridurre l’effetto isola di calore, in quanto svolge un’azione di mitigazione microclimatica restituendo all’aria, sotto forma di vapore, l’acqua trattenuta, rinfrescandola. La temperatura dell’aria in prossimità della copertura verde può diminuire di 2-5 gradi rispetto a una copertura tradizionale (studio ENEA).

La vegetazione sulla copertura inoltre, favorisce l’assorbimento dei composti organici volatili nocivi in ambiente urbano come benzene, toluene, etilene e xileni (COV) e grazie alla fotosintesi, permette di filtrare l’aria e combattere l’inquinamento atmosferico cittadino.

Il tetto verde favorisce la biodiversità urbana, creando un habitat per animali e insetti e trattiene le acque piovane e le rilascia al sistema fognario lentamente, riducendo il picco di deflusso delle acque meteoriche, così da alleggerire il dimensionamento delle canalizzazioni di scarico, e contribuisce quindi a ridurre il rischio di allagamenti nel caso di piogge intense ( dati Irsa del CNR: si stima una riduzione dal 60 all’80% in presenza di coperture verdi).

La norma sui tetti verdi, UNI 11235:2015

In Italia la normativa di riferimento è la UNI 11235 che definisce i criteri di progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione di coperture continue a verde a seconda delle particolari situazioni di contesto climatico, di contesto edilizio e di destinazione di utilizzo.

Questa norma è il riferimento per chi è interessato alla progettazione, realizzazione e manutenzione di un tetto verde e ci ricorda che queste operazioni sono legate alla valutazione di una serie di indicazioni tecniche quali ad esempio:

• la capacità agronomica, ovvero l’attitudine del sistema a mantenere le condizioni di sviluppo della vegetazione in funzione del contesto;

• la capacità drenante e la gestione delle acque meteoriche, ovvero la possibilità di smaltimento dell’acqua di origine naturale o artificiale;

• il controllo dell’aerazione dello strato colturale per garantire nel tempo adeguate condizioni di ossigenazione

• il controllo dell’accumulo idrico, ovvero la capacità di del sistema ad assumere acqua piovana o di irrigazione e a trattenerla per renderla disponibile alla vegetazione;

• il livello di manutenzione della vegetazione

 • la resistenza agli attacchi biologici e ai microorganismi;

• l’attitudine alla biodiversità.

Stratigrafia di un tetto verde secondo la UNI 11235:2015

nella figura sopra la stratigrafia di un tetto verde

legenda:

1. Vegetazione: limita le fluttuazioni di temperatura. La scelta della vegetazione dipende dalla profondità del substrato e dalle condizioni climatiche esterne.

2. Substrato di crescita (o colturale); strato avente la funzione di sostenere lo sviluppo vegetale della copertura a verde. Di solito è alleggerito con materiali come vermiculite o perlite.

3. Strato di filtro: divide il substrato di crescita dallo strato di drenaggio ed evita l’ostruzione degli strati inferiori.

4. Strato di drenaggio: permette di rimuovere l’eccesso di acqua dal substrato di crescita riducendo i carichi sull’edificio. Lo strato è generalmente realizzato con membrane (polietilene) o materiale granulare (argilla espansa).

5. Strato di protezione meccanica: barriera anti radice a protezione degli stari sottostanti (materiali polimerici).

6. Strato di tenuta all’acqua: strato di protezione realizzato attraverso membrane impermeabilizzanti. Questo strato è fondamentale nelle coperture piane, data la maggiore difficoltà nel deflusso della pioggia.

7. Isolamento termico per la mitigazione dei flussi energetici attraverso la copertura.

8. Barriera al vapore per il controllo dei flussi di vapore attraverso la copertura per evitare il rischio di condensazione interstiziale.

9. Strato di pendenza che evita il ristagno dell’acqua. L’inclinazione è solitamente compresa tra 0,5% e 5% (anche se pendenze minori di 1,5% possono aumentare il rischio di ristagno). Per la creazione dello strato il tetto viene diviso in sezioni con orientamenti e pendenze diverse, per favorire il deflusso delle acque meteoriche verso più punti di raccolta.

10. Struttura di copertura Struttura portante di copertura. La struttura portante deve essere progettata e ponderata anche in relazione al peso della copertura che si vuole realizzare, soprattutto nel caso di tetti verdi intensivi.

Tipologie di tetto verde secondo la UNI 11235:2015

La principale classificazione consiste nel distinguere tra:

I tetti verdi estensivi, caratterizzati da uno strato vegetale sottile e leggero con uno strato di terra fino a circa 5 -8 centimetri), adatto ad ospitare una vegetazione a bassa manutenzione e di dimensioni contenute, come specie erbacee. Questa tipologia di tetto verde non è calpestabile, quindi non può essere utilizzato come un giardino pensile; I tetti verdi estensivi richiedono ridotti interventi di manutenzione e hanno un peso generalmente inferiore a 150 kg/m2

I tetti verdi intensivi, contraddistinti al contrario da un substrato più profondo, che li rende in grado di ospitare una varietà di piante di dimensione maggiore. In questo caso il terreno può arrivare anche a un metro di profondità e la superficie è calpestabile. Ovviamente, è necessario fare specifici ragionamenti sulla struttura portante, in quanto il peso di questa copertura è considerevole. i tetti intensivi necessitano di una manutenzione costante per circa 4-5 volte all’anno e hanno un peso molto superiore a 150 kg/m2 Il suo peso può arrivare fino a 2.000 kg/m2

Scelta della vegetazione:

Per quanto riguarda la vegetazione la scelta dipende dallo spessore del substrato:

• con 0-5 cm: sedum e licheni;

 • con 5-10 cm: erba da prato perenne;

• con 10-20 cm: erbe perenni medio basse, arbusti piccoli; • con più di 20 cm: arbusti medio grandi.

Per la scelta del tipo di vegetazione è importante considerare ovviamente anche le caratteristiche climatiche della località e l’esposizione solare della copertura; il grado di manutenzione e la resistenza delle specie da piantumare , è necessario una conservazione duratura del giardino con poca acqua e con costi non eccessivi; le dimensioni delle piante e le tipologie di radici che non devono scendere troppo in profondità e la caratteristica delle stesse di essere sempreverdi ( non a foglia caduca). Non è un caso che si usino in modo diffuso essenze erbacee, piante grasse e anche muschi per la semplicità di installazione e manutenzione.

Prestazioni energetiche di un tetto verde rispetto ad un tetto tradizionale

Una copertura verde rispetto a una copertura tradizionale incrementa le prestazioni energetiche principalmente attraverso 3 meccanismi:

1- controllo dell’assorbimento solare: la presenza di vegetazione sulla superficie esterna migliora gli scambi radiativi e mitiga l’oscillazione delle temperature limitando il rischio di surriscaldamento estivo;

 2- accumulo/rilascio igrotermico: la presenza di vegetazione e di strati e in grado di accumulare umidità dall’ambiente e rilasciarla nel tempo modifica gli scambi di calore latente fra gli strati con l’effetto di attenuare i flussi energetici estivi;

 3- isolamento termico: i materiali che compongono la stratigrafia di una copertura se ben progettati sono in grado di proteggere gli ambienti sottostanti dalle escursioni termiche invernali ed estive.

Tali meccanismi favoriscono lo scambio di energia latente e mitigano positivamente l’oscillazione termica all’interno della struttura, soprattutto nei periodi più caldi.

STUDIO ANIT

La stratigrafia di una copertura verde ha tutte le carte in regola per offrire una buona risposta in termini di isolamento termico sia dal punto di vista invernale che estivo.

In figura: andamento della temperatura interna alla stratigrafia per la copertura verde (linea verde) e la copertura piana tradizionale in calcestruzzo con differenti fattori di assorbimento solare (linee blu, arancione e rossa). La temperatura mostrata è stata ricavata da una simulazione dinamica igrotermica con il software WUFI e corrisponde al valore sottostante lo strato del terreno o di calcestruzzo della stratigrafia. Dato climatico di Milano, periodo illustrato per 10 giorni centrali di luglio. Si è scelto di analizzare l’andamento della temperatura interna come valore sintetico dei fenomeni energetici e igrotermici in grado di mettere in evidenza le differenze tra le soluzioni simulate.

esempi di stratigrafie di green roof

green roof estensivo

Soluzione indicata per edifici di grandi dimensioni, tetti inclinati e tetti esistenti per il basso spessore di substrato (da 3 a 15 cm circa), con un peso massimo di 100Kg/m²; la vegetazione colonizzatrice è molto resistente (muschi e sedi, graminacee, piante grasse) e non richiede frequenti interventi di manutenzione (annaffiatura soltanto in caso di siccità prolungata). L’altezza dei vegetali non supera i 25 cm e l’associazione di più varietà conferisce a questi tetti un aspetto multicolore che varia a seconda delle stagioni. Questo tipo di copertura non è calpestabile e non è coltivabile.

PRESTAZIONE ENERGETICA: valori di trasmittanza e sfasamento

green roof intensivo

Soluzione adatta per le piccole e medie superfici. Lo spessore del substrato è maggiore (da 15 a 30 cm circa) ed il peso di sovraccarico compreso tra 120 e 350 kg/m² (a capacità massima in acqua). Permette di accogliere una vegetazione a forte sviluppo radicale e aereo di tipo orticolo come graminacee, tappeti erbosi, piante vivaci o arbusti. Una manutenzione moderata e un’annaffiatura regolare sono necessari. Paragonabile ai giardini tradizionali, è possibile seminare o coltivare ogni tipo di vegetale.

PRESTAZIONE ENERGETICA: valori di trasmittanza e sfasamento

Questo sistema garantisce un ottimo compromesso tra peso, spessore e autosufficienza idrica.

di m.pellegrino certificatore energetico architetto