22 luglio 2026

La Direttiva 2018/844/UE sulla prestazione energetica in edilizia incoraggia. per affrontare i cambiamenti climatici ed migliorare l’efficienza energetica le soluzioni di tipo naturale, tra le quali i cosiddetti ” cappotti verdi ” cioè “i tetti verdi” e “i muri verdi” che garantiscono ombreggiamento e isolamento degli edifici: questi accorgimenti architettonico-costruttivi consentono di ridurre l’utilizzo dei sistemi di raffrescamento o riscaldamento e dunque di ridurre la richiesta di energia.

L’ENEA presso il suo centro ricerche CR ENEA Casaccia di Roma ha implementato un edificio prototipo apprestando “tetto verde” e  “cappotti verdi” sulle sue pareti e monitorando le variazioni di temperatura del microclima interno con l’avvicendarsi delle stagioni ed evidenziando le differenze di temperatura con quelle riscontrate quando l’edificio era privo di tetto e pareti verdi.

La realizzazione di questo prototipo fa parte del progetto ENEA “Infrastrutture Verdi” per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e la qualità del microclima nelle aree urbane”, finanziato nell’ambito dell’Accordo di Programma del Ministero dello Sviluppo Economico, oggi in capo al Ministero della Transizione Ecologica.

I risultati del progetto sperimentale sono sbalorditivi: la presenza dei cappotti verdi consente di abbattere di quasi il 50% il flusso di calore e si arriva ad abbassare di 3 gradi la temperatura interna in estate.

Questa riduzione è dovuta all’azione del cappotto verde che contrasta il flusso termico tramite l’ombreggiamento e la traspirazione delle coltri vegetali che agiscono come abbattitori di calore dell’ambiente per mezzo dell’evotraspirazione e della fotosintesi clorofilliana delle piante.

I risultati del Progetto di ricerca dell ‘ENEA,” infrastrutture verdi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e la qualità del microclima nelle aree urbane”, evidenziano come i cappotti verdi su tetti e pareti agiscano come isolanti termici per tutto l’anno anche se con maggiori effetti nel periodo primavera-estate.

Con sofisticato sistema di sensori per il monitoraggio microclimatico, i ricercatori dell’Enea hanno verificato che i cappotti verdi messi a copertura del solaio e delle pareti esterni dell’edificio prototipo presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia, vicino a Roma, sono in grado di mantenere le temperature superficiali della parete esterna, coperta dal verde, a valori della temperatura fino a 13 °C inferiori rispetto alla facciata non vegetata, con una riduzione dei flussi termici verso l’interno di circa 7 kWh/m² e un abbattimento delle emissioni fino a 1kg di CO/m² per il minore consumo di energia elettrica.

La vegetazione sugli edifici è utile anche nell’assorbimento dei composti organici volatili (COV): l’edera ed altre specie vegetali rampicanti sulla parete verde presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia hanno consentito una riduzione di circa il 20% di benzene, toluene, etilene e xileni – i COV più comuni in ambiente urbano –nonostante l’area in esame non sia a forte esposizione di tali composti gassosi inquinanti e poco salubri per l’uomo.

Passando dall’edificio alla città, secondo lo studio, l’inverdimento della superfici edificabili a livello urbano permetterebbe di ridurre la domanda di energia per il raffrescamento estivo di edifici pubblici, residenziali e commerciali oltre a svolgere una serie di servizi ecotemici come il miglioramento estetico dell’ambiente per vivere e lavorare, la tutela della biodiversità e il rallentamento del deflusso delle acque piovane in eccesso.

Nella figura si vede la parete verde esposta a sud- est nel periodo primavera- estate presso il CRN ENEA Casaccia di Roma (Fonte :ENEA)

come è stato realizzato il cappotto verde

Il cappotto vegetale è stato realizzato su una struttura autoportante posizionata a 50 cm dalla parete e ad essa agganciata e su una struttura addossata al tetto; successivamente è stato iniziato uno studio delle interazioni tra il cappotto verde  ed il comfort interno disersificando le specie vegetali.

Ogni pianta ha una propria tipologia fogliare che determina la determina la quantità di radiazione solare che riesce a captare impedendo che colpisca le pareti dell’edificio: il parametro che definisce le caratteristiche di captazione di un’essenza verde si chiama costante verde kv e varia da 0 a 1.

kv=0= nessuna schermatura cioè la superficie esterna della parete è superiore a quella dell’aria

kv=1= schermatura totale è inferiore a quella dell’aria

tra le essenze più efficienti sono state selezionate le seguenti:

-pandorea jasminoides variegata

-lonicera hall’s prolific

-partenocissus quinquefolis

-le essenze del genere del sedum : un insieme di varie specie di piante grasse, e perenni che necessitano di poca manutenzione e di un’irrigazione di soccorso (a prova di zanzara), visto che riescono a immagazzinare una grande quantità di acqua. Questo tipo

questi tipi di essenze verdi sono particolarmente adatta per pareti e spioventi, visto che l’installazione raggiunge un peso di circa 100 kg/m.

la struttura del cappotto verde: nella foto si può osservare il reticolo metallico su cui si sviluppa la vegetazione

Sulla copertura è stato utilizzato un mix di piante grasse del genere Sedum oltre ad un mix di piante di Festura e Poa ; sono inoltre state testate alcune specie spontanee e autoctone del Mediterraneo tra le quali Echium Plantagineum e l’Echium Vulgare che favoriscono la biodiversità degli impollinatori.

Sulle facciate di sud-est e sud-ovest dell’edificio prototipo, i ricercatori ENEA hanno impiegato la Parthenocissus quinquefolia, nota come “vite americana”, un rampicante resistentissimo sia al caldo che al freddo (in autunno le sue foglie diventano rosso intenso).

tutte queste essenze necessitano di poca acqua di irrigazione e resistono sia al freddo che all’eccessiva esposizione solare e garantiscono  un’efficace schermatura delle pareti e della copertura tali che il monitoraggio ha riscontrato come già detto valori della temperatura sulla paret ombreggiata fino a 13 °C inferiori rispetto alla facciata non vegetata, con una riduzione dei flussi termici verso l’interno di circa 7 kWh/m² e un abbattimento delle emissioni fino a 1kg di CO/m² per il minore consumo di energia elettrica.

nella foto immagine essenza pandorea jasminoides

nelle foto in sequenza le immagini delle essenze poa, sedum, festuca

PARETE VERDE

grafico temperatura superficiale e radiazione globale

legenda:

TS05 temperatura superficiale parete prima cappotto verde: TS03 temperatura superciale parete con cappotto verde : GR02  radiazione globale rilevata davanti alla vegetazione: GR03 radiazione globale nell’intercapedine tra la parete verde e l’edificio

TETTO VERDE

grafico temperatura superficiale e radiazione globale

legenda: TS11 temperatura superficiale del lastrico solare sotto il cappotto verde con graminacee ( poa, festuca ): TS33 temperatura superciale del lastrico solare con cappotto verde con sedum : TS12 temperatura superficiale del lastrico solare senza cappotto verde: GR01 radiazione globale